Carovana in difesa dell’umanità: I cittadini europei torturati in Turchia prendono in considerazione un’azione legale contro i funzionari turchi

Hannover / Germania, 4 febbraio 2026
La scorsa settimana, vari gruppi di cittadini europei si sono recati nella regione curda della Turchia come parte della ‘Carovana in difesa dell’umanità’. Lì volevano esprimere la loro solidarietà alla resistenza della popolazione della città assediata di Kobane e riferire riguardo alla situazione umanitaria nella regione dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del nord-est.

Negli ultimi giorni la polizia turca ha arrestato e deportato dalla Turchia 50 persone che facevano parte della Carovana. Alcuni di questi stanno muovendo pesanti accuse nei confronti dei funzionari turchi. Denunciano maltrattamenti durante la loro detenzione, comprese percosse, calci e violenza sessuale, nonché perquisizioni corporali forzate.

“Siamo stati portati in celle di isolamento e picchiati per ore”, ha detto Marlene Heldmann, giornalista e parte della delegazione giovanile. Gli arrestati sono anche stati sottoposti a torture psicologiche, come minacce di esecuzione. Alcuni sono rimasti ammanettati sul pavimento per ore ed è stata loro negata assisenza legale.

Ora si stanno consultando con gli avvocati turchi dell’Associazione degli avvocati per la Libertà (ÖHD) e con quelli dei loro paesi d’origine per valutare possibili azioni legali contro i funzionari turchi.

“Attraverso la prigionia, la violenza, la tortura e la deportazione, lo Stato turco ha voluto impedirci di esprimere la nostra solidarietà al popolo di Kobane e di raccogliere informazioni sulla guerra contro l’Amministrazione Autonoma Democratica nella Siria del nord-est. Si sta utilizzando ogni mezzo per impedire al pubblico di formarsi una propria opinione riguardo la situazione sul campo”, afferma Marlene Heldmann, parte della delegazione giovanile che ha preso parte alla Carovana.

“Ciò che abbiamo sperimentato è solo un assaggio della violenza quotidiana a cui la popolazione curda e l’opposizione politica in Turchia sono sottoposte. Per anni, la popolazione curda e la sua lotta per una vita libera e dignitosa sono stati criminalizzati e repressi con violenza”, afferma Zozan Ombor.

Martedì 3 febbraio 2026, altre 96 persone sono state arrestate in Turchia in un’operazione coordinata di polizia. Tra le persone colpite figurano numerosi individui provenienti da sindacati, stampa e organizzazioni politiche. Tra loro ci sono giornalisti dall’agenzia di stampa ETHA, che in precedenza aveva parlato della Carovana. Tra il 1° gennaio e il 2 febbraio, l’ÖHD ha documentato più di 800 arresti, più di 100 detenzioni, decine di casi di violenza fisica e numerose violazioni dei diritti dei bambini e della libertà dei legali di svolgere la loro professione.

“Queste forme di violenza e tortura sono diffuse in Turchia. In particolare, le richieste e gli sforzi per creare una società democratica vengono silenziati con violazioni dei diritti e repressione. Pertanto, la lotta per una pace dignitosa è una responsabilità internazionalista”, sottolinea il Partito Democratico Popolare Congresso (HDK) in Turchia.

La Carovana critica anche gli stati europei per il loro sostegno al governo turco e al regime islamista a Damasco.

“Come è possibile che governi autoritari e islamici come quelli di Damasco e Ankara siano tollerati e sostenuti da stati europei come Germania e Francia? Invitiamo i governi europei a condannare fermamente le violazioni dei diritti umani in Turchia e a porre fine al loro sostegno al regime siriano; chiediamo di dare un riconoscimento politico all’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del nord-est”, sottolinea Gesa Jonasson.

I membri della delegazione sono disponibili per domande e interviste.

Contatto stampa della Carovana
Ufficio stampa italiano: +39 3534858606
Ufficio stampa europeo (inglese): +31613048773
Email (inglese): kobanecaravan@proton.me

(Se possibile contattare tramite via, WhatsApp ed email)

Informazioni sulla ‘Carovana in difesa dell’umanità’
La ‘Carovana in difesa dell’umanità’ è stata creata da molti attivisti europei, in risposta all’escalation di attacchi all’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del nord-est, conosciuta anche come Rojava. I partecipanti della Carovana condividono l’obiettivo di inviare un forte messaggio di solidarietà con la resistenza delle popolazioni della Siria del nord-est.

Il 23 gennaio 2026 più di cento persone provenienti da oltre dieci paesi si sono unite alla Carovana nel suo viaggio verso Kobane, attraverso vari itinerari. Tra loro erano presenti giornalisti, agricoltori, artigiani, membri di una rete europea contro il femminicidio e rappresentanti della città di Gottinga, gemellata con la città di Tirbespiyê, in Siria.

Violenza e tortura contro i partecipanti alla “Carovana dei popoli – Carovana in difesa dell’umanità” in Turchia.

Istanbul / Hannover – 1 febbraio 2026

La settimana scorsa, una delegazione composta da diverse organizzazioni giovanili, giornalisti e altri attivisti per i diritti umani e per la pace si è recata nelle zone curde della Turchia. Il loro obiettivo era quello di osservare le proteste contro l’escalation militare in Siria e portarle all’attenzione dell’opinione pubblica. La delegazione era in viaggio verso il confine turco-siriano nell’ambito della “Carovana dei popoli – Carovana in difesa dell’umanità”. I delegati volevano esprimere la loro solidarietà alla popolazione della città di Kobanê. Mercoledì, tuttavia, il gruppo è stato arrestato dalla polizia, come riportato anche dai media tedeschi.

Ora i partecipanti alla delegazione denunciano le gravi violazioni commesse dai funzionari turchi. Secondo le loro dichiarazioni, durante il processo di espulsione si sono verificati episodi di pesante violenza nei loro confronti.

Giovedì sera il gruppo era già salito a bordo di un aereo a Istanbul che avrebbe dovuto espellerli in Germania. A bordo dell’aereo hanno informato gli altri passeggeri della loro espulsione. Di conseguenza, il gruppo è stato allontanato con la forza dall’aereo dai funzionari turchi intorno alle 21:40 ora locale.

“Subito dopo essere stati fatti scendere dall’aereo, i funzionari hanno iniziato ad ammanettarci, a picchiarci ripetutamente e a minacciarci. Siamo stati portati in celle di isolamento e picchiati, a volte per ore e ore”, ha detto Anna Müller.

Le persone coinvolte hanno anche denunciato aggressioni sessuali, trattamenti umilianti e torture psicologiche da parte degli agenti. Dopo il loro arrivo in Germania, si sono fatti visitare da un medico per documentare le lesioni subite.

I membri della delegazione hanno sottolineato che il trattamento ricevuto è solo la punta dell’iceberg delle violazioni dei diritti umani in Turchia.

“Gli agenti hanno reagito con estrema violenza, soprattutto alle dichiarazioni in lingua curda e alle dichiarazioni politiche di solidarietà con DAANES (Amministrazione autonoma democratica nel nord-est della Siria) e i curdi. L’azione dimostra che la repressione sistematica e istituzionale dei curdi, così come dell’opposizione democratica e della stampa, continua a essere una realtà quotidiana in Turchia”, ha affermato Lynn Bojang.

Mentre i membri della delegazione sono ora tornati in Germania, altri 29 membri della “Carovana dei popoli – Carovana in difesa dell’umanità” sono stati arrestati in Turchia venerdì sera. Anche in questo caso si temono violenze e torture massicce nei confronti delle persone coinvolte. Il gruppo è attualmente detenuto e in attesa di espulsione a Istanbul.

I membri della delegazione sono disponibili per domande e interviste.

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Partecipanti alla carovana arrestati dopo la protesta al confine turco-siriano

Istanbul/Hannover, 31 gennaio 2026 – Ieri, la “Carovana per la difesa dell’umanità” ha rilasciato nella città di Pirsus/Suruç, al confine turco-siriano, una dichiarazione di solidarietà con la popolazione della città assediata di Kobanê, Siria. In essa ha criticato la comunità internazionale per il suo sostegno al governo islamista di transizione di Damasco e ha chiesto aiuti immediati per la popolazione del nord-est Siria, nota anche come Rojava.

Dopo aver partecipato a una grande manifestazione a Pirsus e aver rilasciato la sua dichiarazione alla stampa, la carovana è stata arrestata dalla polizia turca in prima serata. In totale sono stati arrestati 29 partecipanti di diverse nazionalità europee, tra cui Irlanda, Francia, Inghilterra, Germania, Spagna e Danimarca. Tra loro ci sono giornalisti, agricoltori, artigiani, membri di una rete europea contro il femminicidio e rappresentanti del gemellaggio tra le città di Göttingen e Tirbespiyê (Siria).

Verso le 19:00 ora locale, la polizia ha fermato la carovana nei pressi della città di Pirsus/Suruç. Al momento non è disponibile alcuna dichiarazione ufficiale sul motivo dell’arresto. I membri della carovana sono stati trasportati in autobus della polizia nella città di Riha/Urfa. Da lì, secondo le informazioni raccolte sul posto, saranno trasferiti a Istanbul per essere espulsi dalla Turchia.

“Questo è l’ultimo video girato dall’auto della polizia che ci porta al centro di detenzione per immigrati. Invitiamo tutti a scendere in strada per porre fine all’assedio della città di Kobanê e ai massacri. Vogliamo che tutti vedano il coinvolgimento della Turchia in questa guerra contro la popolazione curda. Che tutti alzino la voce per il Rojava”, dice la partecipante Anna Ellenberger alla telecamera negli ultimi minuti prima dell’arresto.

Già il 29 gennaio un gruppo di 19 persone della carovana è stato arrestato dalla polizia turca vicino alla città di Mêrdîn/Mardin, e deportato in Germania il 30 gennaio. I partecipanti muovono gravi accuse alla polizia turca. Parlano di violenze e torture subite durante la detenzione in attesa di espulsione.

Dall’Italia l’europarlamentare Ilaria Salis e il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Marco Grimaldi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sottolineando il valore della solidarietà per il Rojava e il coinvolgimento della Turchia nell’assedio di Kobanê.

“Chiediamo alle autorità italiane ed europee di intervenire e di prendere posizione di fronte a questo ennesimo episodio di repressione arbitraria. Il governo di Erdogan, alla luce del suo sostegno ad Al-Jolani/Al-Sharaa in funzione anti-curda, tenta di spezzare la solidarietà internazionalista verso l’esperienza del confederalismo democratico in Rojava. Proprio per questo è nostro dovere rafforzarla e sostenerla. I continui attacchi, la catastrofica situazione umanitaria e gli sfollamenti forzati della popolazione civile, perpetrati dall’esercito siriano con il sostegno di quello turco, stanno destabilizzando sempre più l’intera regione. Si apre così un grave problema di sicurezza non solo per le popolazioni locali, ma anche per l’Europa, alimentando le condizioni per una possibile rinascita dell’ISIS,” hanno scritto sul social media X.

Le repressioni contro gli attivisti per la pace non sono un caso isolato in Turchia. Nelle ultime settimane, centinaia di persone sono state arrestate in Turchia durante le manifestazioni di solidarietà con la popolazione della Siria del nord-est. Solo sabato 24 gennaio 2026, secondo i dati dell’Associazione dei giornalisti liberi (ÖHD) di Istanbul, 95 persone sono state arrestate durante una manifestazione contro l’assedio di Kobanê. Tra loro anche il presidente locale del partito DEM/Partito dell’Uguaglianza e della Democrazia dei Popoli, Çınar Altan.

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A riguardo della “Carovana per la difesa dell’umanità”

La “Carovana per la difesa dell’umanità” è nata come risposta auto-organizzata di molte persone impegnate in Europa contro i crescenti attacchi nei confronti dell’Amministrazione Democratica Autonoma del Nord e dell’Est della Siria, conosciuta anche come Rojava. I partecipanti alla carovana sono uniti dall’obiettivo di dare un forte segnale di solidarietà alla resistenza dei popoli nel Nord-Est della Siria. Negli ultimi giorni, più di cento persone provenienti da oltre 10 paesi si sono unite alla carovana. La carovana sta viaggiando attraverso percorsi differenti in direzione del confire turco-siriano e la città assediata di Kobanê.

La carovana in difesa dell’umanità raggiunge Pirsûs/Suruç – Dichiarazione alla stampa al confine con Kobanê

Pirsûs/Suruç, Turchia, 30 gennaio 2026 – Per richiamare l’attenzione sulla situazione umanitaria a Kobanê e sulla guerra dell’esercito siriano nella regione dell’amministrazione autonoma democratico della Siria del Nord est, oggi poco prima delle 15:00 ora locale circa 30 partecipanti alla “Carovana in difesa dell’umanità” hanno rilasciato una dichiarazione alla stampa nella città di Pirsûs/Suruç. La dichiarazione è stata rilasciata nel contesto di una grande manifestazione. La città si trova a pochi chilometri dal confine turco-siriano, di fronte alla città sotto assedio di Kobanê.

“Mi sono unita alla carovana dalla Francia. Ora sono felice di aver raggiunto il confine con la Siria, dopo un lungo viaggio. Questo è il luogo giusto per esprimere la nostra solidarietà alla popolazione di Kobanê e sostenere la convivenza pacifica tra le persone. Solidarietà con persone che da molti anni subiscono gli attacchi dei gruppi islamisti e dell’esercito turco”, sottolinea Elsa, direttamente da Pirsûs/Suruç.

La carovana è stata accolta dal “Partito DEM/Partito per l’emancipazione e la democrazia dei popoli”.

“La popolazione ha resistito per anni agli attacchi dello Stato Islamico e alla fine lo ha sconfitto. Ora i curdi sono nuovamente abbandonati dalla comunità internazionale. Oggi i curdi di tutto il mondo si oppongono a questi attacchi, sostenuti dai loro amici internazionalisti. Ringraziamo per la solidarietà internazionale con il Rojava e la popolazione curda e vi diamo il benvenuto a Suruç”, afferma Ayşe Sürücü, copresidente del partito DEM della regione di Urfa, di cui fa parte la città di Pirsûs/Suruç.

Solo questa mattina sono state rese note nuove informazioni sui negoziati tra le Forze Democratiche Siriane (SDF) e il governo di transizione siriano. I membri della carovana sono cauti riguardo all’attuazione di possibili accordi con il governo di transizione di Damasco. Indipendentemente dagli sviluppi politici, continueranno a sostenere la popolazione locale.

“Non crediamo alle parole di Ahmed al-Scharaa. Negli ultimi giorni abbiamo già sperato più volte nella pace. I gruppi islamisti hanno ripetutamente violato i cessate il fuoco e i massacri e le espulsioni sono continuati. Pertanto, continuiamo a chiedere il riconoscimento politico dell’autogoverno democratico da parte della comunità internazionale e una posizione chiara contro il governo di transizione islamista di Damasco. Continuiamo a chiedere aiuti umanitari”, ha sottolineato Ruken Doğan dalla Danimarca a margine della conferenza stampa a Pirsûs/Suruç.

Contatto stampa:

I portavoce e i partecipanti alla carovana sono a disposizione della stampa per ulteriori domande e interviste.

Per informazioni concrete da Pirsûs/Suruç: Ruken Doğan: +45 276 09072

Portavoce della carovana: Gesa Jonasson: +49 163 1439287

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Arresti in Turchia e protesta al confine greco-turco – La ‘Carovana per difendere l’Umanità’ prosegue

Salonicco/Ankara, 29 gennaio 2026 – Ieri i partecipanti alla “Carovana per difendere l’Umanità” hanno protestato lungo il confine greco-turco per richiamare l’attenzione sulla situazione umanitaria e sulla guerra in Siria. Contemporaneamente, alcuni membri della carovana che erano in viaggio dalla città curda di Amed (tr. Diyarbakir) verso il confine siriano sono stati arrestati dalla polizia turca.

“Ho viaggiato dalla Germania fino al confine greco-turco per mettere in chiaro che anche l’Europa ha una responsabilità per ciò che sta accadendo in Siria. È scandaloso che il governo tedesco rimanga in silenzio mentre l’esercito turco conduce in Siria una guerra in violazione del diritto internazionale. Ora più che mai la Germania deve usare le proprie relazioni diplomatiche per esercitare pressioni affinché si ponga fine alla violenza e agli attacchi contro i territori dell’Amministrazione Autonoma in nord-est della Siria”, afferma Lea Bunse, che un anno fa è rimasta ferita in un attacco di droni della Turchia e ieri ha protestato lungo il confine greco-turco.

Contemporaneamente, un altro spezzone della carovana, che si trovava già in Turchia, è stato arrestato dalla polizia turca. Il luogo in cui si trovano i 16 arrestati, tra cui molti giovani e diverse giornaliste, è ancora ignoto. Non è ancora chiaro se e quando saranno espatriati nei loro paesi d’origine. Al momento dell’arresto erano in viaggio da Amed (tr. Diyarbakir) a Mêrdîn (tr. Mardin), da dove avrebbero voluto proseguire verso il confine con Kobane.

“Non ci lasciamo intimidire da questa repressione. L’atteggiamento dello Stato turco non è una novità: si schiera ancora una volta dalla parte degli islamisti, limita i diritti democratici e nega gli aiuti umanitari”, afferma Livia Selmi, che si è unita alla protesta dall’Italia.

Nel frattempo, la situazione umanitaria nella città di Kobane e in tutta la regione dell’Amministrazione Democratica Autonoma del Nord e dell’Est della Siria continua a peggiorare. A Kobane i beni di prima necessità sono agli sgoccioli, come dimostrano le notizie che arrivano dalla città negli ultimi giorni. Gli attacchi delle milizie islamiste e della Turchia continuano nonostante il cessate il fuoco concordato.

“Sono partita da Hannover per essere in solidarietà al fianco della popolazione di Kobane. La situazione nella città è catastrofica: pane, acqua, elettricità e medicinali sono quasi introvabili. Al contempo, le milizie islamiste, che hanno già compiuto massacri di civili in altri luoghi, e l’esercito turco continuano i loro attacchi al fianco dell’esercito della Turchia”, sottolinea il portavoce della carovana Gesa Jonasson.

Contatti stampa

I portavoce e i partecipanti alla carovana sono a disposizione della stampa per domande e interviste.

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Partecipante alla carovana (inglese, tedesco): Lea Bunse +49 176 14863535

 

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La “Carovana per difendere l’Umanità” sta per attraversare il confine con la Turchia

“Carovana per difendere l’Umanità”

Salonicco, 28 gennaio 2026 – Più di cento persone a bordo della “Carovana per difendere l’Umanità”, provenienti da oltre 10 paesi europei, stanno mandando un segnale di solidarietà alla popolazione dell’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord e dell’Est della Siria (DAANES). Da
settimane l’area è sotto attacco da parte del governo islamista di transizione di Damasco, supportato dell’esercito turco.

La Carovana ha attraversato l’Europa seguendo diversi itinerari fino a Salonicco. Secondo il programa, oggi entrerà in Turchia. Da lì, proseguirà il suo viaggio fino al confine turco-siriano, nei pressi della città assediata di Kobanê. Laggiù, i partecipanti intendono sostenere la popolazione nella sua resistenza contro l’assedio e richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione umanitaria a terra.

“Siamo al fianco dei popoli del Nord e dell’Est della Siria e sosteniamo il loro impegno per la democrazia, la pace e la libertà. Non possiamo permettere vivano ancora una volta la minaccia del governo degli islamisti. Difendere il Rojava significa difendere valori umani fondamentali”, afferma Ségolène Ogier, che partecipa alla carovana dalla Francia.

Nel pieno degli anni della guerra civile siriana, DAANES, nota anche come Rojava, ha costruito un modello di governo democratico basato sulla liberazione della donna, la creazione di consigli democratici dal basso e un’economia orientata all’ecologica. Questo sistema ha così reso possibile una convivenza pacifica tra diversi gruppi etnici e religiosi, tra cui curdi, arabi, assiri, cristiani e drusi.

La città di Kobanê, ora assediata dalle truppe del governo di transizione siriano, è diventata nel 2014 il simbolo internazionale della lotta contro il cosiddetto Stato Islamico. Grazie alla resistenza del popolo e delle Forze Democratiche Siriane (SDF), la città è stata difesa, ISIS è stato respinto sempre più indietro e infine sconfitto militarmente nel 2017.

“Il popolo che ha liberato il mondo da ISIS -che ha seminato paura e terrore anche in Europa- , oggi viene nuovamente abbandonato dalla comunità internazionale”, ha affermato Gesa Jonasson, una delle portavoce della Carovana.

I partecipanti alla Carovana criticano la mancata presa di posizione degli Stati europei nei confronti del governo di Damasco e chiedono il riconoscimento politico dell’autogoverno democratico di DAANES. Anziché condannare i crimini di guerra documentati commessi dal governo ditransizione siriano, il sedicente presidente siriano al-Sharaa viene accolto come ospite di Stato.

I continui attacchi, la catastrofica situazione umanitaria e gli sfollamenti forzati dei civili perpetrati dall’esercito siriano con il sostegno dell’esercito turco stanno destabilizzando sempre più l’intera regione. Allo stesso tempo, rappresentano un crescente problema di sicurezza per l’Europa poiché, a seguito degli attacchi, centinaia di prigionieri dell’ISIS sono già riusciti a fuggire dalle prigioni nel nord e nell’est della Siria, facendo nascere preoccupazione per una possibile rinascita del gruppo jihadista.

Riguardo la “Carovana per difendere l’Umanità”
La Carovana è la risposta auto-organizzata alla guerra contro l’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord e dell’Est della Siria, conosciuta anche come Rojava. I partecipanti alla carovana sono uniti dall’intento di mandare un forte messaggio di solidarietà con la resistenza dei popoli nel Nord-Est della Siria. Negli ultimi giorni, più di cento persone provenienti da oltre 10 paesi si sono unite alla carovana. La carovana sta viaggiando attraverso percorsi differenti in direzione del confire turco-siriano e la città assediata di Kobanê.

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La “Carovana per difendere l’Umanità” è in viaggio verso Kobane – La solidarietà non conosce confini

Belgrado, 26 gennaio 2026 – Con a bordo più di 100 persone da oltre 10 paesi, la “Carovana in difesa dell’Umanità” negli ultimi tre giorni ha attraversato l’Europa nel suo viaggio in direzione del confine turco-siriano. Ieri sera ha raggiunto la città serba di Belgrado. Ci si aspetta che supererà il confine per entrare in Turchia, lasciando l’Unione Europea, mercoledì 28 gennaio.

“Siamo contenti di aver già raggiunto Belgrado e di stare avvicinandosi alla nostra destinazione, Kobane. Belgrado è una tappa importante perché è un simbolo della migrazione di molte migliaia di persone verso l’Europa”, ha detto Gesa Jonasson, portavoce della Carovana.

La guerra in Siria e lo Stato Islamico (IS), che ha controllato gran parte del paese per molti anni, ha costretto alla fuga centinaia di migliaia di persone. Ora le forze islamiste si stanno rafforzando di nuovo. Queste forze includono non solo IS – che si sta ricostituendo – ma anche lo stesso governo siriano di transizione. Ahmed al-Sharaa, un jihadista di lunga data che ora ha ottenuto riconoscimento internazionale, ha raggiunto il vertice dello stato siriano.

Questo pericolo è stato ripetutamente evidenziato durante i numerosi raduni e manifestazioni lungo il percorso della Carovana – un rischio che tocca non soltanto i popoli della regione, ma che potrebbe avere una conseguenza anche per la sicurezza in Europa.

“L’Amministrazione Autonoma Democratica in Siria, che ha sconfitto IS e ha permesso la convivenza pacifica di popoli differenti in Siria, è in questo momento una volta ancora minacciata da forze islamiste. Questo è il motivo per cui ci dirigamo a Kobane”, ha concluso Jonasson.

La Carovana ha ricevuto grande supporto lungo il suo percorso. In tutte le città che ha attraversato, da Zurigo, Milano, Lipsia, Vienna ed ora Belgrado, è stata accolta e sostenuta da numerose persone.

“La voce di coloro che in Europa protestano, delle campagne di solidarietà e della nostra Carovana sono ascoltate dalle genti di Kobane e della regione”, ha detto Zozan Kisa, una partecipante alla Carovana.

Giusto la notte scorsa, il comandante in capo delle Forze Democratiche Siriane, Mazloum Abdi, ha dichiarato dal vivo alla televisione Rohahi TV: “La solidarietà e il supporto da tutto il mondo hanno un effetto positivo sulle potenze internazionali. Al contempo, motivano e rafforzano le nostre forze nella regione. Fino a che non verrà assicurato il futuro del Rojava, la solidarietà deve continuare.”

Oggi alle ore 9 la Carovana terrà un raduno al Parco Luka Ćelović, Belgrado, e rilascerà una dichiarazione stampa. I giornalisti avranno la possibilità di intervistare partecipanti alla Carovana.

Da lì, il viaggio proseguirà attraverso Salonicco, Ankara e infine Kobane.

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Riguardo la “Carovana per difendere l’Umanità”

La Carovana è la risposta auto-organizzata alla guerra contro l’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord e dell’Est della Siria, conosciuta anche come Rojava. I partecipanti alla carovana sono uniti dall’obiettivo di mandare un forte messaggio di solidarietà con la resistenza dei popoli nel Nord-Est della Siria. La carovana sta viaggiando attraverso percorsi differenti in direzione del confire turco-siriano e la città assediata di Kobane.

La ‘Carovana dei Popoli per difendere l’Umanità’ diretta in Siria è partita da Milano

Comunicato stampa

Milano, 24 gennaio 2026

La ‘Carovana dei Popoli per difendere l’Umanità’ diretta in Siria è partita da Milano

I partecipanti si sono organizzati per raggiungere il Rojava e portare solidarietà alla popolazione vittima dei crimini di guerra commessi dall’esercito siriano e chiamano alla partecipazione.

Oggi alle 10, il convoglio della Carovana dei Popoli si è riunito alla periferia di Milano, dove centinaia di persone si sono ritrovate per accompagnarne la partenza. L’obiettivo della Carovana dei Popoli è spezzare il silenzio internazionale di fronte ai crimini commessi dall’esercito siriano e mandare un forte messaggio di solidarietà. La destinazione della carovana è la città curda simbolo della resistenza contro l’ISIS di Kobane, in Siria, che al momento si trova sotto attacco da parte delle forze del governo islamista di transizione dello Stato siriano.

Durante la mattinata, si è tenuta una breve conferenza stampa in cui ha parlato uno dei partecipanti al convoglio, un rappresentante della comunità curda di Milano e l’europarlamentare Ilaria Salis.

Salis, nel proprio intervento, ha sottolineato che “l’esperienza del confederalismo democratico, la sua realtà multietnica e la rivoluzione delle donne dovrebbero essere un esempio per l’Europa e per tutto il mondo”. Ha poi messo in luce che “ci sono troppi governi e istituzioni, innanzitutto quelle europee, che mantengono legami diplomatici, economici e politici con il governo della Siria, che è composto da ex-jihadisti”.

Cihan Demirel ha poi proseguito esprimendo il sostegno all’iniziativa da parte di tutta la comunità curda milanese e italiana. “In tutto il territorio del Kurdistan sono in atto giochi di potere da parte degli Stati medio orientali e di quelli occidentali contro i popoli della regione,” ha continuato, “e per questo motivo l’iniziativa della Carovana ha una grande importanza”.

Ha chiuso la conferenza stampa Marco Gabbi, che parteciperà al convoglio, dicendo che “in questo momento, come comunità internazionale in supporto al Rojava (est del Kurdistan, in Siria) ci sentiamo parte della storia, il nostro morale è molto alto”. Si è infine appellato a tutte le persone perché portino aiuto all’esperienza del confederalismo democratico con ogni mezzo possibile.

Con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza e l’informazione sulla guerra che l’esercito siriano sta conducendo contro la regione del nord-est della Siria, la Carovana viaggerà dall’Italia a Vienna, con una tappa intermedia a Padova. A Vienna si unirà ad altri due convogli provenienti dal nord e dal sud della Germania, e proseguirà il viaggio in direzione di Turchia e Siria.

La Carovana ha lasciato Milano oggi alle ore 14 e raggiungerà Padova alle 17, mentre l’arrivo a Vienna è previsto per le 12 di domani.

Contatti stampa:

In Italia: +39 3534858606

Ufficio stampa europeo (scrivere in inglese): +31 613048773

Crisi umanitaria a Kobane – Sostegno da tutto il mondo è in arrivo alla città

24 gennaio 2026, Vienna – La “Carovana per difendere l’Umanità” arriva a Vienna, Austria, con oltre 100 persone a bordo. Da tutta Europa, le persone si sono messe in viaggio su quattro differenti percorsi per arrivare a Kobane e sostenere la popolazione locale nella loro resistenza contro l’assedio da parte dell’esercito siriano.

“Oggi abbiamo ricevuto notizia che i rifornimenti alla città di Kobane si sono interrotti. L’esercito Islamista Siriano sta bloccando tutte le vie di accesso alla città. Non c’è molta differenza tra questi soldati e lo Stato Islamico (IS), che ha attaccato la città qualche anno fa. Come è possibile che questa città e i suoi abitanti, che sono divenuti un simbolo di resistenza contro IS, siano lasciati soli in questa situazione difficile?”, crtitica Gesa Jonasson, portavoce della carovana.

“Noi in Colombia sappiamo che cosa significa vivere in guerra. Anche il nostro paese è stato distrutto. Ma le forti donne di Raqqa, che ho incontrato nel mio viaggio nella regione nel 2025, mi hanno molto impressionato per il loro coraggio e la loro resistenza contro ISIS”, sottolinea Lalo Londono, dalla Colombia.

Per molti anni, la citta araba di Raqqa è stata la capitale del cosiddetto Stato Islamico fino a quando è stata liberata dalle Forze Democratiche Siriane (SDF) a ottobre 2017. Tra i combattenti che l’hanno liberata c’erano molte donne arabe della regione. Qualche giorno fa, l’esercito siriano ha conquistato la città nonostante la resistenza delle SDF. Molti partecipanti alla carovana condividono la preoccupazione che la guerra condotta dal governo di Damasco provocherà il rafforzamento nella regione di forze islamiste come IS. Da quando l’auto-proclamato governo di transizione ha preso il potere, sono già avvenuti massacri di diverse minoranze in Siria.

“Autogoverno democratico significa democrazia diretta, libertà delle donne e coesistenza pacifica tra popoli differenti come Druzi, Curdi, Assiri e molti altri. Non possiamo rimanere silenti quando questi stessi stessi popoli sono minacciati da una catastrofe umanitaria, come sta succendendo in questo momento a Kobane”, spiega Zozan Kisa, una partecipante al convoglio.

Il 25 gennaio 2026, un raduno accompagnato da una conferenza stampa avverrà a Heldenplatz, a Vienna. Da lì, la carovana continuerà il suo viaggio attraverso la Serbia, la Grecia e la Turchia in direzione del confine turco-siriano.

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Portavoce della carovana (inglese): Gesa Jonasson +49 163 1439287
Partecipante alla carovana (inglese): Zozan Kisa +49 157 332 08412