Partecipanti alla carovana arrestati dopo la protesta al confine turco-siriano

Istanbul/Hannover, 31 gennaio 2026 – Ieri, la “Carovana per la difesa dell’umanità” ha rilasciato nella città di Pirsus/Suruç, al confine turco-siriano, una dichiarazione di solidarietà con la popolazione della città assediata di Kobanê, Siria. In essa ha criticato la comunità internazionale per il suo sostegno al governo islamista di transizione di Damasco e ha chiesto aiuti immediati per la popolazione del nord-est Siria, nota anche come Rojava.

Dopo aver partecipato a una grande manifestazione a Pirsus e aver rilasciato la sua dichiarazione alla stampa, la carovana è stata arrestata dalla polizia turca in prima serata. In totale sono stati arrestati 29 partecipanti di diverse nazionalità europee, tra cui Irlanda, Francia, Inghilterra, Germania, Spagna e Danimarca. Tra loro ci sono giornalisti, agricoltori, artigiani, membri di una rete europea contro il femminicidio e rappresentanti del gemellaggio tra le città di Göttingen e Tirbespiyê (Siria).

Verso le 19:00 ora locale, la polizia ha fermato la carovana nei pressi della città di Pirsus/Suruç. Al momento non è disponibile alcuna dichiarazione ufficiale sul motivo dell’arresto. I membri della carovana sono stati trasportati in autobus della polizia nella città di Riha/Urfa. Da lì, secondo le informazioni raccolte sul posto, saranno trasferiti a Istanbul per essere espulsi dalla Turchia.

“Questo è l’ultimo video girato dall’auto della polizia che ci porta al centro di detenzione per immigrati. Invitiamo tutti a scendere in strada per porre fine all’assedio della città di Kobanê e ai massacri. Vogliamo che tutti vedano il coinvolgimento della Turchia in questa guerra contro la popolazione curda. Che tutti alzino la voce per il Rojava”, dice la partecipante Anna Ellenberger alla telecamera negli ultimi minuti prima dell’arresto.

Già il 29 gennaio un gruppo di 19 persone della carovana è stato arrestato dalla polizia turca vicino alla città di Mêrdîn/Mardin, e deportato in Germania il 30 gennaio. I partecipanti muovono gravi accuse alla polizia turca. Parlano di violenze e torture subite durante la detenzione in attesa di espulsione.

Dall’Italia l’europarlamentare Ilaria Salis e il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Marco Grimaldi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sottolineando il valore della solidarietà per il Rojava e il coinvolgimento della Turchia nell’assedio di Kobanê.

“Chiediamo alle autorità italiane ed europee di intervenire e di prendere posizione di fronte a questo ennesimo episodio di repressione arbitraria. Il governo di Erdogan, alla luce del suo sostegno ad Al-Jolani/Al-Sharaa in funzione anti-curda, tenta di spezzare la solidarietà internazionalista verso l’esperienza del confederalismo democratico in Rojava. Proprio per questo è nostro dovere rafforzarla e sostenerla. I continui attacchi, la catastrofica situazione umanitaria e gli sfollamenti forzati della popolazione civile, perpetrati dall’esercito siriano con il sostegno di quello turco, stanno destabilizzando sempre più l’intera regione. Si apre così un grave problema di sicurezza non solo per le popolazioni locali, ma anche per l’Europa, alimentando le condizioni per una possibile rinascita dell’ISIS,” hanno scritto sul social media X.

Le repressioni contro gli attivisti per la pace non sono un caso isolato in Turchia. Nelle ultime settimane, centinaia di persone sono state arrestate in Turchia durante le manifestazioni di solidarietà con la popolazione della Siria del nord-est. Solo sabato 24 gennaio 2026, secondo i dati dell’Associazione dei giornalisti liberi (ÖHD) di Istanbul, 95 persone sono state arrestate durante una manifestazione contro l’assedio di Kobanê. Tra loro anche il presidente locale del partito DEM/Partito dell’Uguaglianza e della Democrazia dei Popoli, Çınar Altan.

Contatto stampa:

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Ufficio stampa per l’Europa (inglese): +31 6130 48773

A riguardo della “Carovana per la difesa dell’umanità”

La “Carovana per la difesa dell’umanità” è nata come risposta auto-organizzata di molte persone impegnate in Europa contro i crescenti attacchi nei confronti dell’Amministrazione Democratica Autonoma del Nord e dell’Est della Siria, conosciuta anche come Rojava. I partecipanti alla carovana sono uniti dall’obiettivo di dare un forte segnale di solidarietà alla resistenza dei popoli nel Nord-Est della Siria. Negli ultimi giorni, più di cento persone provenienti da oltre 10 paesi si sono unite alla carovana. La carovana sta viaggiando attraverso percorsi differenti in direzione del confire turco-siriano e la città assediata di Kobanê.

Un giorno a Salonicco

Un giorno a Salonicco

Giorno V

Oggi abbiamo iniziato la giornata con un’assemblea generale per decidere i nostri prossimi passi. Il primo grande incontro della giornata ci ha dimostrato ancora una volta quanto sia importante stare insieme. Grazie a tuttx le/gli amicx per le loro parole energizzanti!

Più tardi siamo stati invitati da alcunx amicx di Salonicco a pranzare insieme. Abbiamo trascorso un po’ di tempo vicino al mare mangiando, conoscendoci meglio e preparandoci per la manifestazione serale. Il luogo in cui abbiamo pranzato è una ex scuola che è stata chiusa a causa di danni edilizi. La popolazione locale ha lottato per la riapertura della scuola e, dopo che lo Stato ha negato la richiesta, l’edificio è stato occupato e ora è un centro sociale. C’è un programma molto vario e autogestito che va dalle lezioni di danza alle lezioni di lingua e alle assemblee aperte.

La sera siamo scesi in piazza con 200 persone! Abbiamo fatto una manifestazione rumorosa e potente e abbiamo ballato molto. Potete guardare i nostri video e filmati per farvi un’idea.

Tornati all’ostello, abbiamo conservato lo spirito suonando la chitarra e cantando la canzone della carovana appena composta. Porteremo questo spirito in piazza nei prossimi giorni e domani in strada!

Restate sintonizzati e buona notte!

La carovana è arrivata a Salonicco

Giorno IV

Dopo essere stati accolti ieri in un bar curdo, le persone della carovana sono state ospitate da varie famiglie a Belgrado. Al mattino hanno tenuto un’altra conferenza stampa. Uno dei temi principali è stato il World Kobane Day, che celebra la liberazione di Kobane dall’ISIS undici anni fa, nel 2015.

Dopo colazione la carovana è partita per un altro viaggio di 4 ore verso Salonicco, in Grecia.

Nel frattempo, in molte città la gente è scesa nuovamente in piazza per protestare contro gli attacchi al Rojava, sostenere il morale del popolo di Kobane, esprimere la propria rabbia e anche inviare saluti alla Carovana Popolare per la Difesa dell’Umanità.

Domani attraverseranno il confine turco in direzione di Ankara…

Restate sintonizzati! Berxwedan Jîyan e! Ci vediamo in piazza!


La carovana è diretta a Belgrado

La carovana è diretta a Belgrado

Giorno III

Nel terzo giorno della carovana, i diversi percorsi sono confluiti a Vienna. Qui si è tenuta una conferenza stampa congiunta, alla quale hanno partecipato numerosi rappresentanti dei media. Dopo una manifestazione rumorosa e potente a mezzogiorno, la carovana è ripartita alle ore 13 in direzione di Belgrado, Serbia. La carovana vi trascorrerà la notte prima di proseguire domani verso Salonicco, in Grecia.

Domani, in occasione della Giornata mondiale di Kobane, inizieremo con una conferenza stampa alle ore 9 nel Migrant Park, prima di partire per Salonicco alle ore 10.

Persone provenienti da molti paesi e regioni diverse d’Europa e di tutto il mondo partecipano ora alla carovana:
dalla Francia, dall’Italia, dalla Scozia, dall’Irlanda, dalla Germania, dalla Catalogna, dal Regno Unito, dal Kurdistan, dal Lussemburgo, dalla Colombia, dalla Svizzera, dall’Austria e dalla Slovacchia.

Quindi restate sintonizzati! Berxwedan Jîyan e! Ci vediamo per le strade!

Crisi umanitaria a Kobane – Sostegno da tutto il mondo è in arrivo alla città

Comunicato stampa

25 gennaio 2026, Vienna

Crisi umanitaria a Kobane – Sostegno da tutto il mondo è in arrivo alla città

La “Carovana per difendere l’Umanità” arriva a Vienna, Austria, con oltre 100 persone a bordo. Da tutta Europa, le persone si sono messe in viaggio su quattro differenti percorsi per arrivare a Kobane e sostenere la popolazione locale nella loro resistenza contro l’assedio da parte dell’esercito siriano. Nel primo pomeriggio di oggi, a Heldenplatz, Vienna, si è tenuta una conferenza stampa con la partecipazione di circa 300 persone.

“Oggi abbiamo ricevuto notizia che i rifornimenti alla città di Kobane si sono interrotti. L’esercito Islamista Siriano sta bloccando tutte le vie di accesso alla città. Non c’è molta differenza tra questi soldati e lo Stato Islamico (IS), che ha attaccato la città qualche anno fa. Come è possibile che questa città e i suoi abitanti, che sono divenuti un simbolo di resistenza contro IS, siano lasciati soli in questa situazione difficile?”, crtitica Gesa Jonasson, portavoce della carovana.

“Noi in Colombia sappiamo che cosa significa vivere in guerra. Anche il nostro paese è stato distrutto. Ma le forti donne di Raqqa, che ho incontrato nel mio viaggio nella regione nel 2025, mi hanno molto impressionato per il loro coraggio e la loro resistenza contro ISIS”, sottolinea Lalo Londono, dalla Colombia.

Per molti anni, la citta araba di Raqqa è stata la capitale del cosiddetto Stato Islamico fino a quando è stata liberata dalle Forze Democratiche Siriane (SDF) a ottobre 2017. Tra i combattenti che l’hanno liberata c’erano molte donne arabe della regione. Qualche giorno fa, l’esercito siriano ha conquistato la città nonostante la resistenza delle SDF. Molti partecipanti alla carovana condividono la preoccupazione che la guerra condotta dal governo di Damasco provocherà il rafforzamento nella regione di forze islamiste come IS. Da quando l’auto-proclamato governo di transizione ha preso il potere, sono già avvenuti massacri di diverse minoranze in Siria.

“Autogoverno democratico significa democrazia diretta, libertà delle donne e coesistenza pacifica tra popoli differenti come Druzi, Curdi, Assiri e molti altri. Non possiamo rimanere silenti quando questi stessi stessi popoli sono minacciati da una catastrofe umanitaria, come sta succendendo in questo momento a Kobane”, spiega Zozan Kisa, una partecipante al convoglio.

Al termine della conferenza stampa, la carovana ha ripreso il suo viaggio attraverso la Serbia, la Grecia e la Turchia in direzione del confine turco-siriano.

Contatti stampa:

Ufficio stampa italiano: +39 353 485 8606

Ufficio stampa per l’Europa (inglese): +31 6130 48773

Portavoce della carovana (inglese): Gesa Jonasson +49 163 1439287

Partecipante alla carovana (inglese): Zozan Kisa +49 157 332 08412